Dintorni
novembre 29th, 2011 Marco NicosiaIn Viaggio nelle colline della nostra Provincia di Rimini
La Valle del Marecchia, Santarcangelo di Romagna, Verucchio, Poggio Berni, Torriana Montebello, La Valle del Concafont, Coriano, San Clemente, San Giovanni in Marignano, Morciano di Romagna, Montefiore Conca, Gemmano, Saludecio, Mondaino, Montegridolfo, Montescudo, Montecolombo.
Geograficamente siamo nell’ultimo lembo della pianura padana, nella parte dell’ estremo sud-est della Romagna. Querce, pioppi, salici,ginestre e una ricca vegetazione spontanea crescono in queste zone. In Valmarecchia le alture sono caratterizzate da forti speroni rocciosi (Verucchio, Torriana), in Valconca le colline sono morbide e arrotondate. Uno degli elementi fondamentali dell’ identità della Signoria malatestiana, quello che segna tutti e le città che ne fanno parte, rappresentato da un gran numero di architetture militari che ancora oggi si possono ammirare. Che si tratti di grandi rocche, di torri, di porte fortificate o di alte mura di cinta, ancora possibile rendersi conto di quello che era il potente sistema di difesa voluto dai Malatesta nel corso dei circa tre secoli di dominio in queste terre.
Per cogliere la ricchezza della cultura tradizionale locale non bisogna mancare una visita al Museo degli usi e costumi della gente di Romagna che si trova a Santarcangelo e al Museo etnografico di Valliano di Montescudo. Tra gli oggetti dell’ artigianato vi la produzione di terrecotte tradizionali nelle botteghe della Valle del Conca e quella di tele stampate e ruggine e si trovano nelle sagre e nelle fiere che si tengono nei paesi della Signoria. I prodotti enogastronomici del territorio sono organizzati nel circuito Strada dei Vini e dei sapori delle colline riminesi di cui fanno parte frantoi, aziende vinicole,cantine, agriturismi, ristoranti e botteghe artigiane.
Prodotti principali: Vino (Sangiovese,Trebbiano,Pagadebit, Cabernet Sauvignon, Rebola e Biancame) olio, formaggio, miele, tartufo.
La gastronomia locale festeggiata in più di 50 sagre che si tengono in tutte stagioni e in tutti i paesi della Signoria. La cucina fondamentalmente romagnola si arricchisce, data la posizione delle sue terre e le sue tradizioni culturali di tanti tratti di confine, che portano sulle tavole sapori e profumi che già risentono delle Marche, dell’ Appennino e più in generale del passaggio tra Italia del Nord e Italia Centrale. Testimoni significativi sono l’ olio di ottima qualità, il vino che ha saputo negli ultimi anni raggiungere livelli qualitativi di rilievo nazionale e il formaggio con una notevole produzione di pecorino. Tra gli elementi principali della nostra cucina tradizionale non si può dimenticare la piada conosciuta ovunque con il diminutivo turistico la Piadina. Con i salumi, le erbe di campagna, con il formaggio morbido Squacquerone ma anche con gli arrosti, le verdure gratinate ecc. “La piada conquista tutti!!!
La Valle Marecchia
Santarcangelo è una cittadina che ha saputo mantenere una fisionomia particolare e un forte legame con il proprio passato e le proprie tradizioni. L’atmosfera quella di un grande borgo che vuole vivere con i ritmi giusti e gli ospiti che la visitano percepiscono subito una forte identità di cittadina romagnola. Il cuore del paese antico adagiato su un morbido colle chiamato Colle giove; qui ancor oggi è ben riconoscibile la tipica struttura del borgo fortificato medievale. Nel 1828 Santarcangelo viene premiata da Papa Leone XII del titolo di Città. Nel 1984 viene attribuito a Santarcangelo il titolo di Città d’ arte, con la Rocca Malatestiana, la Rocca Malatestiana sec. XVI (residenza appartenente alla famiglia Colonna), Convento dei Cappuccini sec. XVII-XIX, Torre del Campanone sec. XIX, Piazza delle Monache e Piazzetta Galassi dve al centro della piazza si trova un raro pozzo medievale, Grotte tufacee sec. VI-XV e Chiesa Collegiata sec. XVIII.
Verucchio, a poca distanza dal mare, è uno sperone di roccia che sovrasta il fiume Marecchia. L’imponente rocca che domina il borgo dove i Malatesta iniziarono la loro storia e le loro conquiste. Una capitale Malatestiana, ma che vanta una storia più antica di millenni, la storia di una popolazione oggi raccontata in un museo dove si ammirano reperti di straordinaria bellezza, unici in Italia. Di interesse notevole il Museo Civico Archeologico nel quale la qualità degli oggetti esposti e l’ambientazione ne fanno un museo di rilievo internazionale. Da vedere: la Rocca Malatestiana, detta anche Rocca del Sasso per la sua posizione all’ apice dello sperone di roccia che sovrasta il paese e domina tutto il territorio circostante. La Pieve romantica sec. X ai piedi dello sperone di roccia su cui si poggia il centro storico e la si raggiunge prendendo la strada che dal paese scende verso Villa Verucchio.
Poggio Berni situato in parte sopra tre piccole alture che proseguono la dorsale di Santarcangelo, ha una caratteristica principale: nelle campagne si trovano sia grandi edifici storici, particolari per la loro bellezza e le loro vicende, sia interessantissimi edifici popolari, ricchi di riferimenti alla cultura tradizionale di questi luoghi. I primi sono palazzi e ville nobiliari con origini lontane nel tempo, appartenute alle più potenti casate locali, i secondi sono mulini utilizzati da una vasta area agricola che ancor oggi si estende intorno al centro principale. E’ singolare la concentrazione di palazzi e mulini, ma, se ci si pensa, sono le due facce della stessa medaglia, entrambi testimonianze della ricchezza di queste campagne. I Malatesta sono ben presenti, testimonianze della loro influenza si hanno già a partire dal 1197, e qui costruirono in qualche modo le basi della loro fortuna non solo politica, ma anche economica sul territorio riminese grazie ai produttivi insediamenti rurali. Da vedere: il Palazzo Marcosanti fine sec. XII, l’ antica Tomba di Poggio Berni (con il termine tomba si indicava una residenza di campagna fortificata); Palazzo Tosi, atro raro esempio di dimora nobiliare fortificata già in possesso dei Malatesta; Palazzo Astolfi fine XVIII sec. Da sottolineare la bellezza degli affreschi delle sale interne e l’ottocentesco frantoio per le olive.
Torriana e Montebello sono due borghi che nei secoli hanno avuto sorti diverse: Torriana è diventata il capoluogo comunale, il borgo di Montebello è rimasto praticamente intatto nel suo silenzio, durato secoli, costituisce oggi la sua fortuna, essendo preservato come una vera isola di storia e cultura. Tanta storia ma non solo, ci sono anche misteriose leggende e un ambiente naturale particolarmente ricco, così importante da essere tutelato in un’ oasi faunistica. Si sostiene che nei sotterranei della fortezza di Torriana sia stato ucciso Gianciotto Malatesta, resosi tristemente famoso per aver messo fine all’incontro tra sua moglie Francesca e suo fratello Paolo. Da vedere: la Rocca di Montebello senza dubbio uno degli edifici storici più interessanti di tutto il territorio della Signoria dei Malatesta . La residenza signorile risale alla metà del 1400 quando ai Malatesta subentrarono i conti Guidi di Bagno, tuttora legittimi proprietari. Una visita alla rocca riserva molte sorprese anche per i tesori e i segreti che vi sono custoditi. Cunicoli misteriosi, passaggi oscuri, pozzi profondissimi e strani accadimenti hanno alimentato la leggenda legata ad una bimba di circa cinque anni dagli strani capelli azzurri, figlia del feudatario, scomparsa nei sotterranei del castello nel 1375. Qualcuno sostiene che il fantasma di Azzurrina si aggiri ancor oggi fra le mura.
La Valle del Conca
Il fiume Conca nasce da un anonimo fontanile del Monte Carpegna, in terra marchigiana, per poi dopo poche decine di chilometri, sfociare nel mare tra Cattolica e Misano Adriatico. La Valconca, terra di colline, decisamente belle, dove le vigne si alternano ai campi di grano,agli uliveti e a qualche raro castagneto. Molti visitatori si sorprendono per la bellezza delle sue campagne e dei suoi panorami, dove il mare sempre presente e i monti, anche quelli più distanti, fanno parte dell’orizzonte. Tutto il territorio è cosparso da rocche e borghi fortificati posti a guardia del pericoloso confine con il Ducato d’ Urbino che sulle terre circostanti ha fatto valere la sua influenza culturale, artistica e militare. La sensazione per chi attraversa questa parte della Signoria è quella di trovarsi in una terra ricca dove si vive bene da millenni. Verso i monti, a pochi passi dal mare troviamo le tre punte caratteristiche di San Marino.
Si hanno testimonianze del castello di Coriano nel 1202, quando apparteneva alla chiesa di Ravenna, ma appena più tardi la sua storia si lega strettamente a quella di Rimini e alla famiglia dei Malatesta, un legame che porta alla costruzione del castello nel 1440. Caduto il potere malatestiano la piccola fortezza venne restaurata dalla antica famiglia dei Passatelli di Imola, di cui resta lo stemma sulla porta d’ingresso della fortificazione. Da vedere: Festa del parco Fluviale, prima Domenica di Giugno, Parate e disfide Medioevali in Luglio, Fiera del Sangiovese la terza Domenica di Settembre, Fiera dell’oliva e dei prodotti autunnali, terza e quarta Domenica di Novembre.
San Clemente
Un piccolo paese con un grande territorio, comprende campagne ricche e borghi rurali. Le spiagge più frequentate d’ Europa sono vicinissime, eppure questa zone vive in tranquillità e relax e rappresenta un passaggio strategico per la vista all’ entroterra. San Clemente riconosciuto come un paese dove il Sangiovese da sempre è uno dei migliori della produzione romagnola. Oggi il paese oltre ad avere una fiorente attività agricola punta verso l’ offerta enogastronomia e alle iniziative di salvaguardia delle tradizioni. Da vedere: Come una volta, palio gastronomico e concorso di poesia dialettale, a fine Maggio; la Chiesa di San Clemente, disegnata da Luigi Poletti celebre architetto del Papa e costruita nel 1836; le Mura con bastioni quadrangolari; la Fattoria fortificata di Castelleale, raro esempio di insediamento rurale fortificata.
San Giovanni in Marignano lega il proprio sviluppo all’ agricoltura: il vino e il grano sono abbondanti e di ottima qualità. Antiche fortificazioni e la stessa struttura del paese ci raccontano l’ importanza che il borgo aveva nella Signoria. Infatti San Giovanni era conosciuto come il stronggranaio dei Malatesta, come testimoniano le tracce di mura e fortificazioni risalenti al 13001400 e soprattutto la grande quantità; di fosse granarie, ovvero depositi sotterranei di cereali che si trovavano il tutto il paese. Da vedere: il Teatro Comunale Massari, piccolo ma raffinato teatrino dell’ ottocento ottimamente decorato, testimone della vivacità del paese nel XIX secolo e ancora oggi sede di numerose rassegne. La Chiesa di S. Maria del Monte che risale al 1699. Fu il forte desiderio di della popolazione di onorare il culto dell’ antichissima immagine della Madonna con Bambino, che con ogni probabilità era già presente nell’ antica chiesa preesistente. Da non perdere: La notte delle streghe nella settimana del 24 Giugno, ricca manifestazione culturale e spettacolare che vuole recuperare le tradizioni, i riti, i misteri, le seduzioni e le magie riferiti al solstizio estate. Ricordiamo Artemisia con la sua casa che si trova al centro del paese.
Morciano di Romagna
E’ il punto centrale del commercio della vallata. Con i suoi mille anni di fiera e la rinomata Sagra di san Gregorio che si tiene nella setttimana del 12 Marzo. Una fiera che unisce migliaia di visitatori da tutta la Romagna e dalle Marche, un vero rito di buon inizio della nuova stagione primaverile. Tante bancarelle di tutti i generi, le osterie per gustare i prodotti tipici del territorio e il lunapark per la gioia di grandi e piccini. Da vedere : i resti dell Abazzia di San Gregorio, la Chiesa di San Michele Arcangelo e il “Colpo d’ala” scultura di Arnaldo Pomodoro…si tratta di un opera che l’artista contemporaneo, nativo di Morciano, ha dedicato ad un altro grandisimo artista di origini morcianesi, Umberto Boccioni, uno tra i maggiori esponenti del Futurismo italiano. Da non perdere : la Fiera di San Gregorio e Morciano Antico che si svolge i primi di divembre e trattasi di una mostra di antiquariato cha saputo attirare l’attenzione nazionale.
Montefiore Conca
E’ la capitale medievale della vallata del Conca è uno dei paesi della Signoria più integri e affascinanti. Qui si respira un’aria particolare. Non a caso Montefiore rientra nel prestigoso circuito dei “Boghi più belli d’Italia”. Tante sono le occasioni di spettacolo, feste, mercatini, intrattenimento, concerti e mostre. Nelle terre di Montefiore abbondano testimonianze di tempi lontanissimi. Tutte le mura sembrano confermare l’opera della casata Malatestiana, che volle potenziare la Rocca per farne sia una fortezza imprendibile, baluardo contro il confinante Duca di Urbino , sia un’elegante residenza degna di ospitare papi e principi. Da vedere: La Rocca Malatestiana, risalente alla metà dl 1300, ed è ancor oggi il più potente simbolo malatestiano di tutta la valle del Conca. Sorge su un promontorio dove nelle giornate serene lo sguardo abbraccia tutta la costa, da Ravenna a Fano. Numerose mostre e rassegne artistiche si tengono durante l’anno. Il Santuario della Madonna di Bonora, uno dei luoghi di culto più importanti e conosciuti del Riminese. L’immagine della Madonna che allatta risale al XV secolo, la purezza dell’immagine è da secoli ammirata e venerata da migliaia di fedeli che ogni anno partecipano alle celebrazioni. La posizione immersa nella pace e nel verde rende l’atmosfera fortemente meditativa. Da non pedere: il “Presepe vivente” , che nel periodo natalizio trasforma il centro storico in una suggestiva cornice della rivocazione della nascita di Gesù. La “Processione del Venerdì Santo”, un rituale religioso antico di secoli dove la tradizione della procesione in costume d’epoca non si è mai interrotta fino al gorno d’oggi. “Rocca di Luna” in Luglio dove in tre lunghisime notti durante il plenilunio prendono vita numerosi spettacoli, mostre,mercatini in una seducente atmosfera dedicata alla luna, che ispira romanticherie e follie.

